Perché da adulti smettiamo di sentire il Natale e come ritrovare noi stessi.
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Ventiquattro sportelli, come quelli di cartone che aprivi di nascosto in anticipo. Uno al giorno, e non un giorno prima.
Ti ricordi il rumore della carta strappata prima di sapere cosa c'era dentro. Non era il regalo. Era che qualcuno ti aveva pensata a novembre.
Sono sempre stata un'amante del Natale. Eppure, di anno in anno, ho iniziato a sentirlo con un po' meno intensità — come se quella magia, piano piano, si fosse persa per strada. Non il Natale: il modo di sentirlo.
«Il natale della memoria» è nato da questa mancanza: ventiquattro mattine per tornare a cercarla dove era rimasta — nei ricordi, negli odori, nei piccoli gesti di dicembre. Ti va di farlo con me?
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